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Closed Space Open Place @ Luminarĭa

CLOSED SPACE OPEN PLACE

Una meditazione collettiva, extraculturale, una co-creazione di corpi nei corpi

Closed Space Open Place è un invito a pensare assieme, a scoprire lo spazio che ci circonda attraverso l’intelligenza complessiva del corpo: una meditazione in movimento, sensibile, che genera lo spazio in cui quotidianamente operiamo con consapevolezza, con la responsabilità della condivisione.

Un esperimento d’arte contemporanea, pubblica, collaborativa, nomadica, generativa, aperta.

Closed Space Open Place è un’opera multidisciplinare che raccoglie la partecipazione attiva di autrici e autori da diverse culture e aree geografiche del mondo. Un progetto generativo, site-specific e migrante, in continua evoluzione e trasformazione, un’opera d’arte pubblica mediata dalle tecnologie emergenti che vive attraverso gli spazi urbani in proiezioni di luce architettoniche, eco sonore, installazioni sensibili.

Un lavoro inedito e originale che ha visto la sua prima realizzazione e sperimentazione in occasione di Luminarĭa, festival delle luci interattive, presso uno degli edifici residenziali di Piazzetta Caetani di Castelmola, a Formia. Un’architettura particolarmente significativa: una nuda parete urbana, abitata al suo interno, rivolta verso il mare, senza porte nè finestre…

Questa facciata “chiusa” diventa così luogo aperto, dimensione di una meditazione collettiva, riflessione in movimento sull’idea dello spazio, fuori dai canoni delle culture e con l’intenzione di trovare nuovi linguaggi istintivi e distintivi della relazione interumana: pacifici, armonici, co-creativi, responsabili, realmente connettivi, tattili.
Closed Space Open Place evoca il genuino riconoscimento reciproco della teatralità, l’ancestrale comunicatività dalla danza, il ritmo del corpo e il suono del respiro che lo muove; la possibilità di dialogare liberi – almeno in questo frangente – dai condizionamenti psicologici e cognitivi dei concetti e delle conoscenze acquisite e accumulate, dei dogmi del linguaggio e delle architetture del pensiero, della scienze, delle religioni, della Storia.
Una partecipazione interattiva, corporea, senziente e sensibile, presente: questo pensare collettivo reinventa e remixa forme espressive al di fuori delle logiche degli alfabeti, della “Cultura”, dei princìpi sull’esistenza generati da qualunque branca del sapere dato.

Si esplora il corpo come “luogo” della nostra intelligenza interconnessa alle altre attraverso l’abilità di comunicare e di co-abitare, di co-creare. Lo spazio chiuso a noi più vicino, quello più elementare è quello delimitato dall’epidermide, un ambiente chiuso che senza condivisione, collaborazione, osmosi e scambio, non avrebbe alcuna naturale possibilità di essere.
Il movimento del corpo, la gestualità, il suo connaturato potenziale espressivo, diventano linguaggio non verbale, liberazione da tutte le ideologie, dal condizionamento di tutte le immagini generate dalla mente, liberazione da tutte le autorità astratte, dagli alfabeti, dai codici precostituiti; in questo senso una riflessione collettiva ed extra-cutlurale sulla nostra presenza e sulla capacità di agire nel mondo, sul nostro continuo creare spazio vitale per la sopravvivenza e l’esistenza.

Piéces originali, performances autentiche e genuine, che rivelano tutta l’intimità e l’umanità del sentire e del pensare assieme, dell’esser parte di un unicum creativo in continua evoluzione pur nella lontanza geografica, etnica, culturale sin qui data. Un flusso cognitivo che si stacca dalla mentalità e che si nutre della sensibilità aperta dell’arte, della sua radice profonda e ancestrale che consiste nel fare, creare assieme.

Un remix di corpi nei corpi , di emozioni e respiri, di reti neurali e affettive, emerge attraverso il tessuto urbano in una meditazione “propriocettiva”, che fa del corpo “luogo” di un dialogo sensibile, di un riconoscimento reciproco fuori dai conflitti ideologici, da quelli generati dalla immagini astratte che la mente continuamente genera, fuori dal potenziale di violenza dei linguaggi pre-codificati, fuori dalle teorie e dentro la teleonomia vitale del comprendersi, del muoversi assieme, di pensare insieme come protagonisti di un unico progetto: essere umani.

Closed Space Open Place è un progetto realizzato in occasione della rassegna artistica “Luminarĭa, Festa delle Luci Interattive della Città di Formia” prodotta da Medialize.it, realizzata e patrocinata dal Comune di Formia e dall’Assessorato al Turismo e Sviluppo Economico, con la speciale collaborazione del Public Art Lab di Berlino

28-31 dicembre 2019
Piazzetta Caetani di Castelmola > Darsena di Formia
Public Art Lab > Brunnenstraße 72, Berlino

Un progetto di Pasquale Direse

Con la collaborazione di Elmira Iravanizad (Iran), Aggeliki Tsekeni (Greece),Francesca Pedullà (Italy),Yana Harizanova (Italy/Bulgaria), John Herman (Germany), Heysell Leal (Venezuela), Cristina Mendanha (Portugual), Arouna Soundjata Guindo (Benin),Margherita De Benedittis (Italy/Germany), Lisa Rosamilia (Italy), Anneliese Charek (USA), Pandzou Jean Francis (Congo), Anuya Rane (India/France/Germany), Silke Mehler (Germany), Janine van Veen (The Netherlands), Tiia Veneranta (Finland), Lacina Coulibaly (Burkina Faso), Tania Gonzaléz (Spain), Stella Mavroeidi & Quo Vadis Company (Greece), Matroos Compagnia (Italy)Alessandra Battaglia (Italy), Melissa Bernabucci (Italy), Miriam Frosoni (Italy), Alessia Renzi (Italy), Sharon Soetebier (Italy), Baejjahn Dance Company (Belgium), Amal Julie (Belgium), Jean-Baptiste Baele (Belgium), Duygu Atceken (Turkey), Victor Stoljarow (Russia), ArteTotal – Educação Artística (Portugual), David Ramalho (Portugual) , Felipe Lopes (Portugual) , Stefano Turriziani (Italy), Vanessa Bonafede (Italy)

Una produzione Medialize.it
Una realizzazione del Comune di Formia
Assessorato al Turismo e Sviluppo Economico
Con la gentile collaborazione del Public Art di Berlino

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Pagina del progetto >>> Closed Space Open Place

Luminarĭa
Festa delle Luci Interattive di Formia

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Video integrale >>>

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Closed Space Open Place al Public Art Lab di Berlino >>>

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